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Aborto - Interruzione di Gravidanza

L'Interruzione di Gravidanza o più comunemente detta aborto, consiste nell'interruzione della fase di gestazione del feto.
In medicina si indica con Interruzione di Gravidanza quando il feto, potenzialmente vitale in utero, non abbia raggiunto un peso minimo di 500 grammi all'atto dell'espulsione o estrazione dal corpo della futura madre; oppure se il peso del feto non è stato possibile determinarlo, che non sia stata raggiunta la ventiduesima settimana di gestazione o in alternativa la misura dell'altezza del feto non sia superiore a 25 cm.
Si definisce invece di parto prematuro o nascita pretermine nel caso di un parto che si verifichi l'espulsione o estrazione dal corpo della futura madre prima della trentasettesima settimana di gestazione compiuta.
L'Interruzione di Gravidanza può essere spontanea o volontaria.
L'Interruzione di Gravidanza spontanea è abbastanza frequente di quanto trova riscontro nel 15% circa delle gravidanze. Il primo trimestre è quello maggiormente a rischio per la futura madre, infatti si suggerisce di prestare particolarmente attenzione a questo periodo di gestazione cercando condurre una vita più rilassata per evitare complicazioni. Quando si parla di Interruzione di Gravidanza spontanea si ha a che fare con stime epidemiologiche e calcoli probabilisitci dovuti al fatto che le Interruzioni di Gravidanza spontanee in diversi casi passano inosservate, senza assumere rilevanza clinica.

L'Interruzione di Gravidanza volontaria o aborto provocato consiste nell'interruzione dello sviluppo dell'embrione o del feto e nella sua conseguente rimozione dall'utero della futura madre. L'Interruzione di Gravidanza volontaria può essere provocato per via chirurgica o per via chimica.
L'Interruzione di Gravidanza volontaria avviene generalmente a discrezione della donna nei primi mesi di gravidanza. Le motivazioni che inducono possono essere di ordine medico, come per esempio la presenza di gravi malformazioni del feto; di evidente pericolo per la salute della gestante; nel caso in cui la gravidanza sia frutto di violenza sessuale ai danni della gestante o per altri motivi spesso indipendenti dalla condizione di salute della gestante o del feto: come per esempio difficili e complesse condizioni economiche, familiari o sociali.